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Risposte: 8   Visualizzazioni: 945  Sottoscrizioni: 9

Sistema di Segnalamento Marittimo AISM- IALA

Sistema di Segnalamento Marittimo AISM- IALA
chi ha una scheda con disegni e spiegazioni
dei segnali marittimi
Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Alexandro
Mozzo
51 Messaggi
Iscritto il 19-11-2006

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Essi si distinguno in due tipi: pericoli diffusi e pericoli isolati.
Le mede per i pericoli diffusi sono quelle elencate appena sopra. Sono colorate di giallo e nero e recano sulla sommità un segnale (miraglio) a coni, illustrato di lato ad ognuno. Ognuna di esse indica DOVE PASSARE. es: quella N (nero sopra giallo sotto) indica che le acque libere si trovano a NORD, il pericolo è, quindi, identificato dalla meda verso SUD indipendentemente, ovviamente, dalla direzione in cui si avvista la meda.
Per memorizzare questi segnali, basta pensare che la forma dei coni ricorda la forma stilizzata del segno cardinale che segnalano (segnata più a lato) e che le bande nere sono messe in corrispondenza delle punte dei coni. Detto questo ricordarli è MOLTO facile

I pericoli isolati sono, invece, a strisce orizzontali nere e rosse, con due sfere come miraglio e indicano un pericolo situato nelle immediate vicinanze delle meda, quindi bisogna solamente tenersi discosti dallo stesso.

Ancora due sono i segnali che possiamo trovare in mare:
un segnale tutto giallo con un miraglio fatto ad X e uno a righe verticali bianche e rosse con una sola sfera posta come miraglio. Il primo è un segnale speciale, usato per tutto quello che non è stato codificato precedentemente (oleodotti, cavi sommersi, aree con divieto di transito), non indica un pericolo nelle sue vicinanze ma una sorta di avvertimento (per sapere cosa, indicata in una data occasione, bisogna consultare il portolano). Il secondo, invece, è semplicemente un segnale di via libera, acqua libera, passaggio permesso!

Per finire i segnali diurni, dobbiamo menzionare i segnali che si trovano all'ingresso dei porti e/o dei canali.
Essi sono formati da un tronco di cono rosso e da un cono verde.
La terra si divide in due circa il loro utilizzo:
Europa, Africa, Australia, Asia continentale usano il verde a destra e il rosso a sinistra per indicare l'ingresso di un canale e/o di un porto, mentre le Americhe, Corea e Filippine fanno esattamente il rovescio...
Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Volare a Vela
ToroSeduto
Capitano
2305 Messaggi
Iscritto il 05-03-2002

Risposta al topic

grande !!!! chiaro come sempre :)
Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Alexandro
Mozzo
51 Messaggi
Iscritto il 19-11-2006

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Messaggio scritto da: Alexandro
grande !!!! chiaro come sempre :)



Sicuro! E non dimenticate di leggere bene il portolano della zona che state navigando. Non navigate mai senza un bel portolano!
Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Tom
capospartivento
Skipper
552 Messaggi
Iscritto il 11-01-2007

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grazie tom
non lo faro' mancare
il portolano

Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Alexandro
Mozzo
51 Messaggi
Iscritto il 19-11-2006

Risposta al topic

Prego Alex, ne approfitto per fare una domanda provocatoria che potrebbe anche sembrare sciocca e che riguarda la legislazione nautica di questo strano paese.

Mettiamo che io conduca un natante di 10 metri di 5 tonellate, esente da patente e quindi non sono tenuto a sapere queste cose. Anzi, posso anche non sapere cosa sia una meda, posso anche non sapere se ho la precedenza o no, insomma posso anche non sapere nulla.

Della serie: se ho un "natante" posso anche andare sugli scogli e naufragare con i miei 5 trasportati, tanto a nessuno frega nulla. In compenso, non posso andare oltre le 6 miglia dalla costa, dove ho molte meno probabilità di farmi la "bua".
Però, se ho un'imbarcazione di 10,20 mt. le so e mi salvo, perchè qualcuno mi ha costretto a studiarle.
Perchè?
Dov'è la logica?

Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Tom
capospartivento
Skipper
552 Messaggi
Iscritto il 11-01-2007

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La logica non c'è.

Ma cmq c'è poco da fare, uno le sà se vuole saperle, anche se uno lo obbligano con la patente a studiare ste cose e poi non gli interessano o cmq non le ripassa periodicamente se le dimentica nel giro di 2 ore dall'esame.

Ma spesso chi ha imbarcazioni piccole è più consapevole di ciò che fà di chi ha grandi barche, probabilmente perchè essendo più "scomode" e più "vulnerabili", ci vuole più passione e volonta per navigarci sopra.

Quello che manca è la cultura marinara in italia, dove spesso si và per mare come se si andasse in campeggio.
Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Salud
fustino83
Velista
308 Messaggi
Iscritto il 19-05-2006

Risposta al topic


Quello che manca è la cultura marinara in italia, dove spesso si và per mare come se si andasse in campeggio.


questo è quanto mai vero, e dire che la nostra cultura nella storia è sempre stata vicina al mare...
Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Volare a Vela
ToroSeduto
Capitano
2305 Messaggi
Iscritto il 05-03-2002

Risposta al topic


questo è quanto mai vero, e dire che la nostra cultura nella storia è sempre stata vicina al mare...


Infatti è assolutamente assodato che la maggioranza degli incidenti gravi in mare avvengono tutti in prossimità delle coste. Bisogna però sottolineare che il livello d'educazione dei velisti è molto molto superiore a quello dei conduttori di barche a motore, sia che questi abbiano o no la patente nautica.
Questo credo sia dovuto al fatto che nessuno s'avventurerebbe su una barca a vela senza saper nulla, mentre chiunque si sente un superesperto su un gommone o su un motoscafo, anche se magari non ha mai navigato.
Soprattutto durante la stagione estiva vedo far cose veramente pericolose da parte di conduttori soprattutto di yachts a motore o di motoscafi che compiono evoluzioni da circo. O yachts a motore che ti passano a 20 metri provocandoti onde improvvise che possono seriamente metterti in difficoltà.
Riguardo alla legislazione vigente in Italia, io faccio quest'osservazione. Per me, o obblighi tutti i possessori di cabinati a fare la patente, o subordini quest'ultima alle possibilità della barca, come avviene in quasi tutti gli stati europei. Infine, a mio modesto avviso, le leggi di navigazione della UE dovrebbero essere unificate e rese omogenee per la totalità dei paesi membri. E la distinzione italiana natante-imbarcazione per me non ha nessun senso. Possono esistere natanti "oceanici" di 6 metri e mezzo e imbarcazioni di 12 metri vecchie e malandate, che non userei nemmeno al lago, perchè si sfascerebbero alle prime ondate di mare forza 6! Per me il criterio delle possibilità basato sulla lunghezza non ha nessuna spiegazione logica.
Altra cosa: perchè poi subordinare una patente nautica alla potenza del motore? Anche con un 50 cv si può fare a fettine un bagnante, o spaccargli la colonna vertebrale investendolo a 20 nodi con un motoscafetto!
In Francia, se tu hai un motore sopra i 4cv sei tenuto almeno a registrarlo e dire almeno chi sei tu che lo usi e su quale natante lo usi!

Scusate, ma qualcuno mi riesce a dire se sia più difficile condurre un gommone di 5 metri con motore da 50 cv o un gommone da 8 metri con due motori da 120 cv? Forse per me è più difficile condurre il primo, soprattutto nelle manovre.
E' un po' come il discorso dei motorini una volta in Italia. Non avevano la targa ed ora, per fortuna ce l'hanno.

A mio modesto avviso i governanti dovrebbero completare il lavoro iniziato, unificando le leggi almeno con quelle dei paesi confinanti, tenendo conto del fatto che un cittadino italiano è perfettamente uguale ad un francese o ad uno spagnolo e che esiste anche concorrenza fiscale e normativa tra qualsiasi stato dell'unione.
Inserito il 04-12-2006 alle 22:58
Tom
capospartivento
Skipper
552 Messaggi
Iscritto il 11-01-2007
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