Laser - dal generale al particolare

Monotipo con scafo tondo e deriva a baionetta progettato nel 1971 da Bruce Kirby. Il Laser è forse la deriva singola più diffusa tra chi veleggia per passione la domenica, ma anche tra coloro che praticano la vela ad alti livelli.

Laser


SPECIFICHE TECNICHE:
lunghezza fuori tutto = m 4.23
larghezza = m.1.37
peso = kg.57
superficie velica = mq.7.06
equipaggio = 1 persona
materiale da costruzione = vetroresina

(i dati sono quelli rilasciati dal sito della federazione italiana vela www.federvela.it)

Note generali
Monotipo con scafo tondo e deriva a baionetta progettato nel 1971 da Bruce Kirby. Classe Olimpica 1996.

Il Laser è forse la deriva singola più diffusa tra chi veleggia per passione la domenica, ma anche tra coloro che praticano la vela ad alti livelli tant'è che anche i maggiori velisti sono passati per questa fantastica deriva.
Il Laser deve probabilmente il suo successo alla sua semplicità in tutti i campi: non necessita di particolari attenzioni né per quanto concerne l'attrezzatura, se non quelle piccole accortezze che servono per riporre adeguatamente il materiale, né per il trasporto: il laser è forse la barca più pratica poiché grazie ai suoi soli 60 Kg e alla sua particolare forma è sufficiente metterla rovesciata sopra il tetto della nostra auto per portarla ovunque si voglia!

Esistono tre differenti “livelli” di velatura: standard, radial, 4.7; per ognuno di questi assetti si ha una superficie velica differente (6.7mq standard, 5.7mq radial, 4.7mq 4.7) e di conseguenza varia la parte inferiore dell’albero mentre tutte le manovre e lo scafo non cambiano.

In una regata di Laser l'unica cosa che differenzia gli equipaggi è la loro bravura ed esperienza a sfruttare al meglio il vento e a muoversi sul campo di regata poiché, data la sua semplicità, le modifiche tali da far correre di più la barca sono pochissime e ovviamente usate da tutti. Sicché chi voglia veleggiare con la famosa deriva metta in conto che la vera differenza è il timoniere e non la barca.


Lo scafo
La parte superiore dello scafo è completamente liscia fatta eccezione per il bicchierino dell'albero, il pozzetto e la scassa della deriva. Troviamo ovviamente altri elementi quali due strozzatori, un fischietto e vari ponticelli.
La parte inferiore è completamente piatta per i due terzi di lunghezza (partendo da poppa); solo la parte appena sotto la prua presenta una forma a scafo che permette all'imbarcazione di tagliare le onde. Questa sua particolare forma permette al Laser, in un andatura quale può essere il traverso-lasco, di planare con grande facilità!


Posizione a bordo nelle diverse andature
Prima di tutto è bene spendere poche righe riguardo la postura standard da tenere sul laser. I piedi vanno posti necessariamente sotto la cinghia e quest’ultima va regolata in base al nostro fisico ed altezza. Il timone va sempre preso per lo stick con la mano di poppa e tenuto davanti al dorso, mentre con la mano di prua va stretta la scotta di randa che non deve mai essere strozzata poiché per navigare al meglio il Laser (ma vale per tutte le derive) necessita di infinite regolazioni.

BOLINA - Durante la navigazione di bolina la posizione corretta nella quale il timoniere dovrebbe trovarsi è seduto il più a prua possibile. Ciò significa che dovrà sempre tenere le gambe nel pozzetto così da poter uscire alle cinghie ma dovrà spostare il resto del corpo quasi affianco alla deriva. In questa posizione il timoniere avrà a portata di mano tutte le regolazioni e le manovre così da condurre al meglio l'imbarcazione ma, stando seduto lì, starà facendo la leva maggiore poiché in quel punto lo scafo è più largo. Appruando il peso avremo anche un effetto poggero che sarà utile per contrastare l'effetto orziero che tutte le barche hanno navigando di bolina; senza contare che la prua sarà correttamente immersa in acqua e fenderà le onde evitando lo sbattere dello scafo sulla superficie dell'acqua.
TRAVERSO LASCO - Al traverso e al lasco il timoniere potrà sedere dove meglio si trova comodo facendo attenzione a tenere sempre la barca piatta e ben equilibrata. Solo nel caso in cui il laser si trovasse a planare già di traverso è bene appoppare il peso affinché emerga la prua.

POPPA - L'ultima andatura che rimane da considerare è la poppa. Durante quest'andatura è bene sbandare un po' il Laser sopravento. Sbandando lo scafo esporremo una superficie minore all'attrito con l'acqua ed eviteremo che il rollio faccia finire il boma in acqua. Se il boma finisse in acqua perderemmo l'assetto, rallentando, sbandando e certamente perdendo parecchia acqua nel caso in cui ci trovassimo in regata.


Regolazioni
Le regolazioni, assieme ad alcuni accorgimenti nell'armo del laser, sono ciò che un laserista ha di più personale e che lo distinguono quando naviga. È utile quindi buttare sempre l'occhio sulle barche altrui, questo non soltanto x copiare ma per capire i trucchi che altri più esperti di noi hanno già trovato così da elaborare una nostra successiva tattica. Non vergognatevi quindi di sbirciare sulle barche degli altri, sempre mantenendo però una certa discrezione!

VANG - Il vang è una delle regolazioni più importanti ma è anche spesso la più dimenticata.
Il vang cazzato ha la funzione principale di abbassare il boma, che altrimenti tenderebbe ad alzarsi sotto l'azione del vento. Questa sua funzione torna utile per appiattire (vedi anche cunningham e base) la vela affinché i filetti fluidi scorrano correttamente sulla vela (così facendo la nostra vela porterà meglio) e costituisce anche un aiuto per cazzare la scotta di randa. L'abbassamento del boma ha un altro importantissimo effetto che pochi prendono in considerazione: la chiusura della parte alta della balumina. Chiudendo la parte alta della vela il vento che la colpisce, al posto di essere scaricato verrà trattenuto e sfruttato per aumentare la velocità. Così facendo lavorerà tutta la vela. Facendo lavorare questa parte però avremo un effetto sbandante molto maggiore che con molto vento può portare alla scuffia, con ventone è quindi preferibile lascare il vang per alleggerire la pressione esercitata del vento sulla vela che navigare con la vela sventata che sbatte. È chiaro quindi come il vang sia fondamentale da regolare, in quanto modifica l'effetto sbandante della barca, la pressione che il vento esercita sulla vela e la portanza di quest'ultima.
Ricordiamo che il vang va mollato per le andature portanti, ciò permetterà alla vela, che avrà riacquistato la sua pancia naturale, di raccogliere e trattenere tutto il vento. (è consigliabile lascare il vang prima di intraprendere un'andatura portante poiché una volta che si avrà lascato la scotta di randa esso risulterà molto più difficile da mollare).

CUNNINGHAM - É necessario che il cunningham sia sempre almeno fissato nel fischietto poiché esso è l'unica ritenuta che evita lo sfilarsi dell'albero dalla sua sede in caso di scuffia!
Il cunningham è una regolazione di fino poiché serve per controllare l'invito (l'entrata) del vento sulla vela in bolina. Cazzandolo, inoltre, otterremo uno spostamento del grasso della vela a poppa e questo può risultare utile nel caso si voglia smagrire la vela rendendola piatta (vedi anche vang e base).
Come tutte le manovre è bene lascarlo prima di intraprendere un'andatura portante.

BASE - La base permette di regolare la concavità della vela e di conseguenza la portanza della vela e la chiusura della balumina (vedi anche vang). Potremmo quindi regolare quanto far portare la vela nella parte bassa modificando così la nostra potenza e velocità.

DERIVA - La deriva non va lasciata al suo posto ma va anch'essa regolata secondo il vento e l'andatura.
Di bolina con molto vento può essere sollevata un pelo così da ridurre l'effetto sbandante a scapito dello scarroccio che però aumenterà, in questo caso bisogna quindi fare attenzione alla direzione!
Navigando con andature portanti è invece opportuno alzare tutta la deriva fino a dove il boma lo consente poiché nel momento in cui ci troviamo in questa situazione la deriva non assolve più al suo ruolo di limitare lo scarroccio poiché la nostra andatura sarà prossima a quella del vento e costituirà solamente una superficie maggiore che sviluppa attrito in acqua.


Particolarità nell'armo
VANG - È concesso del regolamento di Classe mettere un girello all'attacco del vang all'albero ed è inoltre permesso formare paranchi supplementari senza però l'uso di redance e senza cambiare i bozzelli forniti dalla casa costruttrice. Non è permesso usare cime di kevlar o simili.

CUNNINGHAM - Il cunningham non può essere fatto da cime in kevlar o simili e, come per il vang, non è consentito della regole di Classe l'uso di redance; è invece permesso formare un paranco con un parlato sotto la ritenuta del vang per demoltiplicarne la tensione. Il cunningham terminerà in pozzetto dove sarà utile fare una gassa che useremo come impugnatura per cazzarlo con maggiore facilità.

BASE - Per la base è invece permesso l'uso di due redance. Sicché armeremo la base facendo un paranco sul punto di scotta, metteremo le due redance nella parte di cima che sta tra il fischietto del boma e l'albero ad una distanza una dall'altra di circa un avambraccio, questa distanza sarà, divisa per due, la quantità di cima che riusciremo a recuperare cazzando la base. Fatto ciò passeremo la base davanti all'albero ed internamente al cunningham, torneremo poi indietro per passare prima nella redancia poppiera e poi nell'altra. Così avremo costruito un paranco per la base.

DERIVA - Alla deriva potremo attaccare due ganci all'elastico che tenderemo fino al ponticello a prua. Una volta abbassata la deriva potremo attaccare i ganci alla falchetta, così facendo in caso di scuffia la deriva non si sfilerà e durante la navigazione l'elastico della deriva resterà teso sullo scafo senza ingarbugliare le altre manovre che ci sono alla base dell'albero.


La planata
Grazie alla forma del suo scafo, alla sua leggerezza e alla sua sproporzionata velatura il Laser è particolarmente predisposto a planare.
Nelle andature comprese tra il traverso e il gran-lasco è sufficiente che il timoniere si sieda appoppato rispetto alla posizione centrale, affinché la prua esca dall'acqua e rimangano immersi solo i due terzi "piatti", riducendo al minimo l'attrito, e la barca inizi a planare. Nella planata è bene non usare eccessivamente il timone ma spostare il peso poiché a grande velocità il Laser è molto più sensibile ai pesi piuttosto che al timone.


Manovre particolari
ARRIVO VELOCE (O IN PLANATA) IN BANCHINA - Nel caso si debba arrivare a grande velocità in banchina, diciamo anche in planata, la manovra di accosto o di arrivo in spiaggia si presenterebbe abbastanza complessa ed è quindi comodo sganciare l'archetto a poppa pochi metri prima dell'arrivo; così facendo il boma si disporrà a bandiera e potremo arrivare in spiaggia senza danni alla deriva e allo scafo.

VIRATA CON ROLLIO - In gergo marinaresco per rollio si intende un movimento di oscillazione nel senso della larghezza dovuto ad uno spostamento dei pesi o all’effetto del mare. Virare con il rollio significa quindi virare durante uno sbandamento del Laser provocato volontariamente. La virata con rollio ha parecchi vantaggi: permette di NON trovarsi mai in una situazione di assenza di vento (angolo morto) dal che ne consegue che: non perderemo acqua sottovento (non scarroccieremo) e la manovra di virata risulterà parecchio più veloce. La teoria che ci accingiamo a spiegare è valida per tutti i tipi di deriva anche se sul Laser presenta la comodità di non necessitare della coordinazione che invece è fondamentale nelle derive ad equipaggio doppio.

TEORIA - Qualche metro prima del punto dove si è deciso di virare bisogna dare una schienata, così facendo la barca si sbanderà sopravento e il vento apparente che agisce sulla vela e la velocità aumenteranno: questo è il momento di virare velocemente e di passare di mura. Arrivati sulle nuove mura, se la manovra è stata eseguita con la velocità necessaria, la barca sarà ancora sbandata sopravento per le vecchie mura e sottovento per le nuove (cioè la situazione appena dopo la schienata) e la vela porterà ancora grazie al vento e alla velocità creata della precedente schienata. La velocità e la schienata precedente avranno fatto sì che la vela non si sia mai sventata e il nostro peso sulle nuove mure farà gonfiare la vela sulle nuove mura (dalla parte giusta). Nonostante appaia complicata nalla descrizione è una delle manovre più comuni e importati per tutti i Laseristi!

Testo redatto da Tomaso Piantini

Pubblicato il: 27-07-2015

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