Catamarano Vs Monoscafo (Vento apparente)

Questo breve articolo vuole visualizzare i punti che posso portare ad una migliore comprensione della differenza tra monoscafo e catamarano. L’idea che sta alla base del catamarano è molto antica, ma la tecnica moderna che utilizza questo principio nelle barche da regata è molto più recente della storia che hanno alle spalle i monoscafi. La più eclatante sfida tra un monoscafo e un catamarano è quella che tutti ricordano: Coppa America del 1988, Conner sfida New Zeland con il suo “piccolo” catamarano Stars & Stripes. Questa fu la prima palese dimostrazione di quello che si poteva fare con la tecnica fino ad allora sviluppata nel campo dei catamarani.
Questo breve articolo vuole visualizzare i punti che posso portare ad una migliore comprensione della differenza tra monoscafo e catamarano.
L’idea che sta alla base del catamarano è molto antica, ma la tecnica moderna che utilizza questo principio nelle barche da regata è molto più recente della storia che hanno alle spalle i monoscafi. La più eclatante sfida tra un monoscafo e un catamarano è quella che tutti ricordano: Coppa America del 1988, Conner sfida New Zeland con il suo “piccolo” catamarano Stars & Stripes. Questa fu la prima palese dimostrazione di quello che si poteva fare con la tecnica fino ad allora sviluppata nel campo dei catamarani.
Il principio della fisica della vela rimane praticamente invariato, è il modo di applicarlo che cambia. I catamarani sono studiati per avere scafi filanti sprovvisti di deriva (la deriva è stata comunque prevista in alcuni catamarani particolarmente performanti per permettere una maggiore stabilità e invelatura) poiché è lo stesso filo dello scafo che viene studiato per fendere l’acqua e portare la barca come su un binario. E’ questo il principio che caratterizza i catamarani.
Essi sono studiati in modo tale che gli scafi facciano da guida e da deriva, per fare questo è necessario che gli scafi siano particolarmente distanziati e lunghi. Queste proprietà permettono allo stesso tempo di disporre di una grande forza raddrizzante dovuta alla distanza che l’equipaggio più raggiungere se fuori al trapezio. Da questo binomio di leve e atriti (praticamente nulli) si ottengono, a parità di venti, velocità molto maggiori che con un monoscafo. Data questa sua particolare forma e larghezza (non studiata per andature di bolina stretta) e per motivi che ora illustrerò il catamarano arranca nelle andature che stringono il vento.

Guardando la figura si posso distinguere tre vettori: Vr (vento Reale), Vv (vento di velocità), Va (vento apparante).
Il vento reale è quello che realmente soffia in quel dato momento, il vento apparante è la risultante tra Vv e Vr ed è quello sfruttato della barca come propulsione mentre Vv è il vento generato dal moto della nostra imbarcazione e viene sempre dalla prua della nostra barca. In partenza Vv sarà nullo e Va coinciderà con Vr, ma man mano che il vento di velocità aumenta il Va tenderà a provenire sempre più da prua costringendoci a stringere sempre più la bolina. È così che un catamarano riesce a sfruttare il vento tanto da raggiungere (anche se di rado) velocità maggiori del Vr. Questo fenomeno fa si che un catamarano navighi di traverso (o quasi) con vele da bolina poiché il suo angolo morto è aumentato di parecchi gradi rispetto ad un monoscafo che, anche se anch’egli “affetto” da questo principio della fisica, ne risente molto meno potendo permettersi boline più strette dove la forza sbandate è molto maggiore ma la velocità molto più contenuta. Abbiamo quindi ottenuto una barca velocissima (cioè con coefficienti di resa molto elevati) ma molto poco performante nelle andature di bolina, il vantaggio del catamarano non è quindi nella distanza percorsa ma nella velocità di punta che gli permette di arrivare davanti ad un monoscafo (non planante) di simili o più grandi dimensioni anche percorrendo molta più strada.

Da queste sue particolari caratteristiche ne deriva una più complicata (o differente) gestione di alcune manovre tra cui la virata in prua che bisognerà compiere a “basse” velocità, per accorciare il vettore Vv, tenendo il fiocco a collo così da permettere alla prua di passare tutto l’angolo molto di quasi solo abbrivio. Ne consegue che virare in pura con un catamarano è altamente sconsigliato se non si vuole perdere velocità e tempo, è infatti molto più performante virare in poppa (sempre che la meta prefissata ce lo consenta).

Testo redatto da Tomaso Piantini

Pubblicato il: 27-07-2015

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