ATTRAVERSO LA BARRIERA CORALLINA

La skipper britannica Dee Caffari e il suo giovane team si stanno preparando a guidare la flotta nella zona della seconda barriera corallina più grande del pianeta, mentre la linea del traguardo di Auckland è a poco più di 1.300 miglia
Dee Caffari, unica donna a coprire il ruolo di skipper in questa edizione del giro del mondo a vela, ha detto in un collegamento con Alicante che l’equipaggio di Turn the Tide on Plastic ha deciso di attraversare il Grand Passage, un stretto passaggio nella barriera corallina che circonda la Nuova Caledonia, alla ricerca di ogni piccolo vantaggio disponibile. La barca portacolori delle Nazioni Unite, su cui è imbarcata anche la triestina Francesca Clapcich, ha preso la testa della flotta mercoledì quando all’arrivo mancavano circa 1.500 miglia. Col fiato sul collo degli avversari di Team Sun Hung Kai/Scallyway e di team AkzoNobel, posizionati una quarantina di miglia a ovest, Dee Caffari e il suo espertissimo navigatore Brian Thompson hanno preso questa coraggiosa opzione sperando di guadagnare circa 90 minuti. Oltre a percorrere minore distanza, il team spera di essere posizionato meglio quando entrerà il nuovo vento da est. “Fra circa 120 miglia c’è un reef a settentrione della Nuova Caledonia,” ha spiegato la Caffari, che è stata anche la prima donna della storia a fare il giro del mondo in solitario in entrambe le direzioni. “Ci sono due opzioni, passare da fuori oppure entrare nel Grand Passage, nel mezzo. Abbiamo scelto quest’ultima perché pensiamo che ci possa far guadagnare circa un’ora e mezza. Ogni singolo minuto è importante fra qui e Auckland. I nostri avversari dietro stanno facendo lo stesso ma quelli a ovest passeranno fuori. Vedremo chi avrà fatto la scelta migliore, vedremo domani.” Secondo il rilevamento delle posizioni delle ore 14, calcolate sulla distanza al traguardo, Turn the Tide on Plastic aveva un vantaggio di 18 miglia su AkzoNobel e di 23 su Scallywag. In realtà però, i tre team sono quasi appaiati. “Turn the Tide on Plastic e davanti nel report, ma lo sarà ancora quando raggiungeremo il prossimo waypoint a nord della Nuova Caledonia?” si chiede Cecil Laguette di Akzonobel. “Siamo più vicini, una cosa è certa: hanno recuperato molto, quindi la lotta è aperta.” Malgrado risulti secondo Team Brunel si trova a circa 20 miglia a nord di Turn the Tide on Plastic, mentre 90 miglia alle spalle dei leader MAPFRE e Dongfeng Race Team si sono ritrovati dopo essersi separati nel corso della nottata. Sebbene siano a diverse decine di miglia dai battistrada, nessuno dei due può essere contato fuori per il finale di tappa, che potrebbe offrire ancora delle opportunità di rientrare. “Siamo di buon umore, stiamo bene e cerchiamo una chance per recuperare miglia sul medio periodo.” Ha spiegato il navigatore iberico Juan Vila. “Il fronte orientale australiano potrebbe mettere sulla nostra strada delle opportunità e l’attraversamento verso la Nuova Zelanda potrebbe non essere così diretto come si pensa.” Si prospetta un altro fine settimana ad alta tensione…

Leg 6 to Auckland, day 16 on board Turn the Tide on Plastic. View from above. 22 February, 2018.

James Blake/Volvo Ocean Race
Pubblicato il: 23-02-2018

Iscriviti alla newsletter

© 2001-2018 Velaforfun.com